L’iniziativa nasce in risposta al forte calo, tra i bambini e i ragazzi, del piacere della lettura. Nel 2025 il National Literacy Trust ha rilevato che solo un ragazzo su tre tra gli otto e i diciotto anni leggeva volentieri nel tempo libero: un calo del 36% nei livelli di gradimento della lettura da quando l’indagine è iniziata, nel 2005. La situazione è particolarmente grave tra i bambini delle scuole primarie e tra i ragazzi maschi dagli undici ai sedici anni. Quest’anno c’è quindi uno sforzo coordinato per organizzare eventi legati alla lettura in tutto il Paese: una celebrazione del leggere e di ciò che la lettura può fare per noi. Quanto è ironico, allora, che una scuola secondaria della Greater Manchester abbia stilato una lista di oltre duecento libri rimossi dalla propria biblioteca scolastica, arrivando perfino a definire la bibliotecaria un rischio per la tutela degli studenti per averli messi a disposizione. Cose del genere succedono negli Stati Uniti, dove gli evangelici si danno da fare con i falò, non nella vecchia e tollerante Gran Bretagna… almeno non da secoli, no?
La povera bibliotecaria, che aveva avuto l’audacia di mettere sugli scaffali 1984 di George Orwell -un classico che, va detto, è stato proibito anche in altri Paesi per la sua gelida rappresentazione del totalitarismo- si è poi dimessa, a quanto pare, dopo un periodo terribilmente stressante in cui è stata minacciata di provvedimenti disciplinari e accusata di costituire un rischio per la sicurezza. La sua carriera di bibliotecaria scolastica è distrutta. Guardiamo alcuni dei titoli presenti nella lista, pubblicata integralmente in un’intervista esclusiva con la bibliotecaria nel numero di marzo 2026 di “Index on Censorship”. Difficile da credere, ma tra questi figurava anche Twilight di Stephenie Meyer. Come si può impedire agli adolescenti di incontrare la famiglia Cullen? Sono quasi certamente i vampiri più umani e più belli mai apparsi sulla pagina stampata. Lo so bene: più di una volta sono andata al cinema con mia figlia adolescente e le sue amiche a vedere il perfetto adattamento cinematografico di Catherine Hardwicke, per non parlare del gigantesco poster di Edward Cullen comprato per la sua camera. Ma non era solo Twilight a finire nella lista come “rischio per la tutela” o come testo inadatto ai giovani. C’erano molti classici, ma anche Girl, Woman, Other di Bernardine Evaristo, vincitore del Booker Prize; We Should All Be Feminists di Chimamanda Ngozi Adichie; White Teeth di Zadie Smith; Why I’m No Longer Talking to White People About Race di Reni Eddo-Lodge. Incredibilmente, nella lista compariva anche Becoming di Michelle Obama, insieme a pile di graphic novel.
Tutto è cominciato con la presenza in biblioteca del saggio di Laura Bates Men Who Hate Women, che analizza il moltiplicarsi degli incel e dei misogini che si collegano tra loro come una spettacolarmente tossica confraternita. È stato questo il libro ad accendere la miccia di ciò che è seguito. Eppure si tratta chiaramente di una lettura urgente e attuale. Da che cosa stiamo cercando di proteggere i nostri giovani? Dalla verità? Sembra di essere tornati in un altro secolo. Del resto, proibire i libri è il gesto tipico di ogni tiranno quando non gradisce le idee, il tono o il contenuto della parola stampata e non accetta altre visioni del mondo, nessun pensiero profondo o penetrante, nessuna sfumatura, ambiguità o differenza. È per questo che i libri, i librai, i custodi del pensiero, gli scrittori e, sì, anche i bibliotecari, sono sempre i primi a essere colpiti. Questa scuola è oggi al centro delle cronache, ma già nel 2024 un sondaggio tra bibliotecari scolastici condotto da “Index on Censorship” aveva rilevato che il 53% dichiarava di aver ricevuto richieste di rimuovere libri, molti dei quali affrontavano temi di identità, razza e sessualità. Con un ulteriore colpo di scena nella nostra storia, secondo documenti visionati da “Index”, anche l’intelligenza artificiale avrebbe avuto un ruolo nella compilazione della lista.
Non è mai stato così importante co ...[continua]
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