Massimo Bricocoli svolge attività didattica e di ricerca presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, e di consulenza per la pubblica amministrazione. A Cinisello Balsamo collabora al Contratto di Quartiere per la riqualificazione del quartiere di Sant’Eusebio.

Il settore nord della densa area metropolitana di Milano ha rappresentato il cuore dello sviluppo industriale ed infrastrutturale della città e ha visto la localizzazione di quelle grandi industrie che hanno contribuito a fare del capoluogo lombardo la “capitale economica d’Italia”. Lo sviluppo della grande industria siderurgica e meccanica (Falck, Breda, Pirelli) ha offerto migliaia di posti di lavoro e connotato la conurbazione del nord Milano per la concentrazione di attività produttive, per la densità dell’edificato e per la forte presenza operaia. A partire dagli anni ’80, i profondi processi di ristrutturazione hanno provocato un’estesa dismissione industriale e una progressiva trasformazione economica ed urbanistica dell’area con un orientamento verso il settore delle nuove tecnologie, del terziario avanzato, nonché della formazione con la costituzione di un nuovo importante polo universitario.

Cinisello Balsamo
Cinisello Balsamo è una città di circa 76 mila abitanti, situata nella conurbazione al confine nord di Milano, in cui la localizzazione di attività produttive di grandi dimensioni è stata relativamente ridotta. La città si è soprattutto connotata come recettore della fortissima domanda abitativa associata agli intensi flussi di immigrazione provenienti dal nordest e in particolare, dal sud Italia, attratti dalla consistente richiesta di manodopera delle vicine fabbriche e dallo sviluppo intensivo di residenza di massa perlopiù su iniziativa di un attivissimo movimento cooperativo. Negli anni del boom economico gli immigrati dal Veneto o dal sud Italia trovavano più facilmente un posto di lavoro nelle industrie che un’abitazione, e così in molti casi anche le cantine venivano trasformate in alloggi. In un solo decennio, tra il 1960 e il 1970 la popolazione della città è passata da meno di 20 mila a 80 mila abitanti, con una percentuale di suolo edificato pari al 76%. Solo in un secondo tempo, la più recente fase di sviluppo economico ha segnato in modo emblematico l’immagine della città attraverso lo sviluppo intensivo della grande distribuzione commerciale lungo un importante asse stradale.

A partire dagli anni ’90, il Comune di Cinisello, sotto la guida di Daniela Gasparini, un sindaco dinamico e molto determinato, ha promosso una serie di programmi mirati a trasformare progressivamente Cinisello da ‘città della quantità’, dei grandi contenitori residenziali e commerciali, a ‘città della qualità’. In particolare, tra gli interventi di riqualificazione attualmente in corso, uno è relativo a S. Eusebio, un quartiere residenziale situato nella periferia nord della città, cresciuto a partire dagli anni ’60 e contraddistinto dalla presenza incombente di due interventi di edilizia residenziale pubblica, con i quali è spesso identificato, denominati “il Palazzone” e “le cinque torri”, realizzati nel 1974 per dare una risposta alla forte domanda di alloggi indotta dalle ondate di immigrazione interna. Il complesso di edilizia pubblica corrisponde a circa 370 alloggi, per un totale di circa 1400 abitanti. Il Palazzone, in particolare, ha una dimensione totalmente fuori scala rispetto al contesto: un grande edificio a corte, 288 alloggi, distribuiti su 15 scale e otto piani su pilotis; era destinato a nuclei famigliari numerosi, per questo le tre tipologie di alloggi presenti sono di grandi dimensioni (115, 98 e 81 mq) rispetto agli standard dell’edilizia pubblica.
Nel corso degli anni, è stato segnato da un processo cumulativo di degrado e dalla concentrazione di varie forme di disagio: economico, sociale ed edilizio. Gli anni più difficili in cui il quartiere era divenuto uno dei principali centri di spaccio dell’area metropolitana e il Palazzone era considerato una sorta di “fortino” controllato dalla rete criminale, sono superati, ma la sua connotazione come territorio ‘ai margini’ è stata aggravata dalle carenze nella manutenzione edilizia, dalle difficoltà gestionali e dai contestuali fenomeni dell’occupazione abusiva degli alloggi e di crescita incontrollata della morosità. Se numerose famiglie sono state in grado di articolare un processo di cre ...[continua]

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