Jiri Pelikan, già comunista e dissidente cecoslovacco, esponente della Primavera di Praga, e poi esule in Italia, eletto deputato al Parlamento europeo nelle liste del partito socialista, autore di vari libri sul 1968 e sull’opposizione al regime di Praga, è ben noto in Italia, ormai sua seconda patria. Di lui abbiamo già pubblicato un’intervista sulla Cecoslovacchia dopo il 1989. Questa volta gli abbiamo posto delle domande sul suo passato più lontano, rievocando alcune date cruciali della sua lunga esperienza politica.

In un recente libro, Io, esule indigesto, dici che, per la formazione della generazione protagonista del 1968 cecoslovacco, è stata decisiva la seconda metà degli anni Trenta, con la guerra di Spagna e il patto di Monaco. Vuoi spiegarci il perché di questo richiamo alla Spagna per voi che vivevate in un’area in fondo un po’ lontana, nell’Europa centrale?
Il richiamo è molto semplice da spiegare. La guerra di Spagna ci coinvolgeva direttamente perché era una guerra tra fascismo e democrazia. Noi in Cecoslovacchia, paese democratico-parlamentare, sentivamo molto forte la pressione espansionista della Germania nazista, che rivendicava le terre dei Sudeti abitate da popolazioni di lingua tedesca. Noi eravamo un boccone molto ghiotto per Hitler, e infatti fummo aggrediti pochi anni dopo. Per questo molti cecoslovacchi andarono a combattere in Spagna nelle Brigate internazionali: era una lotta contro il fascismo ed era una lotta per la nostra stessa sopravvivenza in quanto cecoslovacchi.
Hai seguito la discussione che è avvenuta da noi in Italia? Si contesta il carattere fascista del regime franchista...
Si può, forse, volendo, sostenere che Franco non era fascista in base a canoni ideologici, ma è chiaro che era pur sempre un dittatore, e che era insorto contro una repubblica democratica. Ho seguito questa discussione, e a mio parere non è vero che in Spagna in caso di vittoria dei repubblicani sarebbe stato introdotto un regime di tipo sovietico o comunista, come si è detto.
A quell’epoca Stalin non aveva alcuna intenzione di esportare i soviet in Occidente. Era tra l’altro convinto che Francia e Gran Bretagna avrebbero aiutato di più la Spagna. Nella stessa Spagna d’altronde, all’interno del Fronte popolare, le tendenze più radicali che spingevano verso un assetto collettivista erano del tutto minoritarie.
Quella giusta lotta contro il franchismo fu persa soprattutto per l’indifferenza e la debolezza della sinistra francese. Ne ho parlato recentemente con Gilles Martinet, socialista francese e già ambasciatore a Roma, e lui mi diceva che Léon Blum, allora presidente del consiglio, voleva aiutare in modo più efficace la Repubblica spagnola, ma questa posizione non ebbe un appoggio sufficiente nel governo del Fronte popolare francese. E poi c’ è il fatto incontestabile che dalla parte di Franco stavano le forze armate tedesche e italiane regolari. Ho avuto un’esperienza significativa in proposito Non molti anni fa, quando ero deputato al Parlamento europeo, ricevetti una lettera firmata da circa ottanta volontari antifascisti tedeschi che si lamentavano perché in Germania erano ancora considerati disertori, mentre i piloti della legione Condor, che avevano più volte bombardato la Spagna repubblicana, si godevano laute pensioni. Mi ricordo che ne parlai con Willy Brandt il quale ammise che era una vergogna cui bisognava rimediare. E infatti poi trovarono una qualche soluzione. Ciò in ogni caso conferma che da parte tedesca combattevano in Spagna formazioni regolari delle Forze armate. E lo stesso vale per l’Italia: dopo la vittoria di Franco vi fu a Napoli una grande parata con i reduci.
I volontari antifascisti nella guerra di Spagna sono stati perseguitati in Cecoslovacchia nel dopoguerra. Perché?
E’ un capitolo molto triste questo. Dopo la presa del potere da parte dei partiti comunisti in tutti i paesi dell’Europa centro-orientale, e dopo l’espulsione della Jugoslavia dal Cominform nel 1948, vi fu una caccia ai cosiddetti traditori, titoisti, nazionalisti, trockisti, eccetera. L’ossessione di Stalin a quell’epoca era che ci sarebbe stata la terza guerra mondiale, per cui occorreva liquidare tutte le possibili quinte colonne, e nelle quinte colonne oltre agli ex-borghesi, agli ex-socialdemocratici, ai trockisti, includeva anche tutti quelli che erano stati in Occidente e potevano essere entrati in contatto con i servizi segreti occidentali.
I combattenti di Spagn ...[continua]

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