“[lo Statuto] testimonia questo nostro ponderato desiderio di raggiungere l’unione nella diversità e nella libertà, di rispettare le lezioni dell’esperienza, di salvaguardare e garantire le condizioni essenziali per realizzare i grandi cambiamenti ora imminenti... il progetto di Statuto fornisce una risposta positiva alle domande poste dallo sviluppo europeo e mira a consolidare i risultati già ottenuti. Fino a ora la costruzione dell’Europa è avvenuta in modo frammentario. Abbiamo il piano Schuman, che è ora operativo... Abbiamo l’esercito europeo, la cui creazione è stata ora sottoposta all’approvazione dei parlamenti dei paesi. Questi sono stati i passi verso un’Europa unita la cui struttura politica non è stata ancora definita. Lo statuto elaborato dalla nostra Assemblea colma questo vuoto. Propone di creare istituzioni politiche europee che avranno il compito di affrontare i problemi che i nostri governi e parlamenti hanno deciso di risolvere in comune e quelli che in seguito si aggiungeranno. Lo Statuto applica alla sfera limitata della Comunità europea i principi costituzionali accettati dei nostri paesi. È il primo tentativo di coinvolgere i popoli nella costruzione di quell’Europa da cui dipende il loro futuro, introducendo il suffragio diretto universale per le elezioni nella Camera dei popoli di un Parlamento europeo”.
(9 marzo 1953, discorso di Paul-Henri Spaak,
uno dei padri fondatori dell’Europa,
presidente della “Assemblea ad hoc”
istituita il 10 settembre 1952 con il mandato
di elaborare lo Statuto di una Comunità politica)
Cimitero di Foriest, Braine-l’Alleud, Belgio.
Visita alla tomba di Paul-Henri Spaak
in memoria
Una Città n° 264 / 2020 marzo
Articolo di reprint di Paul-Henri Spaak
Viista alla tomba di Paul-Henri Spaak
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