Una Città265 / 2020
aprile


Il valore di uno Stato, in fin dei conti, è il valore dei singoli individui che lo compongono; e uno Stato che preferisce all’espansione e all’elevazione intellettuale degli individui, una larva di abilità amministrativa nelle particolarità degli affari; uno Stato che impicciolisce gli uomini, affinché possano essere nelle sue mani docili strumenti dei suoi disegni (anche benefici), s’accorgerà che grandi cose non si fanno con uomini piccoli, e che la perfezione del meccanismo a cui esso ha tutto sacrificato finirà col non essergli buona a nulla, per la mancanza della vitalità ch’egli ha voluto allontanare per rendere più facile il funzionamento della macchina.
John Stuart Mill
 

Questo numero è stato aperto eccezionalmente in occasione delle serrate per il Coronavirus.
E' possibile sfogliare il pdf a questo indirizzo:

http://unacitta.it/materiali/2020-265/



aprile 2020

Il dominus dell’economia
Su emergenza Covid-19 e Unione europea
Intervista a Salvatore Biasco (p. 3)

Crisi, democrazia e autoritarismo

Sheri Berman (p. 8)

Gli effetti della pandemia: re-gressione e pro-gressione
Su pandemia, nazionalismo e Unione europea
Alessandro Cavalli (p. 10)

Didattica a distanza
La scuola alle prese con la pandemia
Intervista a Massimo Bardin (p. 18)

Siamo sempre in connessione
Intervista a Annarosa Martini (p. 21)

Cogliere le opportunità
Anna Lona (p. 22)

Ammaestramenti del Coronavirus, 2
Marco Vitale (p. 26)

L’anno del pipistrello
Sui virus, i pipistrelli e noi
Intervista a Leonardo Ancillotto (p. 28)

L’interprete
Cosa significa interpretare una lingua
Intervista a Umberto Cini (p. 33)

Meditazione del venerdì
La crisi della Chiesa e la parola delle donne
Lucetta Scaraffia (p. 37)

Kraus o la satira apocalittica
Alfonso Berardinelli

Il sistema sanitario nell’emergenza

Francesco Ciafaloni (p. 41)

Lockdown in Marocco
Emanuele Maspoli (p. 42)

Il bilancio dei morti a ogni ora del tè
Belona Greenwood (p. 43)

Che non si perdano sostenibilità e solidarietà
Francesca Raimondi (p. 44)

Una lettera di Herzen a M. Bakunin
Herzen ripreso da “Pagine Libertarie” (p. 46)

Ricordo di Osvaldo Gnocchi-Viani
Da “La difesa delle lavoratrici”, 1917 (p. 47)

La visita è alla tomba di Giovan Battista Grassi

Gran parte del numero è dedicato alla crisi che stiamo vivendo e alla speranza che le cose brutte offrano anche una occasione per migliorare; la copertina e tutte le foto mostrano delle finestre e tutti si chiedono cosa possa essere successo là dietro. Sappiamo bene invece cos’è successo negli ospedali e dovremo riflettere sulla prova luminosa data da medici, infermieri, addetti e volontari. A detta di tanti saranno molte le cose da ripensare una volta usciti dalla crisi e ci saranno cambiamenti. Uno, forse, sarà il “ritorno del dovere”. Per anni abbiamo parlato solo di diritti, che restano una condizione necessaria per la vita, ma che, certo, non possono darle un senso. Questo può farlo solo il dovere, lo spirito di sacrificio che comporta e le amicizie che lo accompagnano. I medici hanno risposto a una chiamata e ora immaginiamo che siano molto contenti, e orgogliosi, di averlo fatto. Il problema è che “le chiamate” sono venute meno, nessuno e niente ci chiama più e, forse, proprio questa è la causa di tanto malessere. Pensiamoci.

In questo numero, Salvatore Biasco ci fa capire tante cose della pandemia economica e sociale che ci aspetta, che potrebbe veramente diventare catastrofica se si desse retta a chi pensa di curarla in proprio: il fallimento di tutte le nostre banche sarebbe inevitabile. Alessandro Cavalli ci mette in guardia contro il ritorno dei nazionalismi, anche se psicologicamente comprensibili; non è possibile isolarsi da un mondo ormai globale, ma che certamente va governato. Sheri Berman ci spiega che le crisi fanno emergere forze e debolezze dei sistemi politici, dal modello Cina basato sul controllo dell’informazione e sul consenso da “risultati” a quello democratico nordeuropeo dove coi sindacati si pianifica l’intervento dello Stato, a quello statunitense con la sua diffidenza cronica verso il governo centrale e verso l’assistenza pubblica. Marco Vitale continua a riflettere sugli “ammaestramenti” che dobbiamo trarre dal virus e alcuni insegnanti ci raccontano l’esperienza della “didattica a distanza”. Infine Leonardo Ancillotto ci racconta la storia di un piccolo mammifero che vola, un mostriciattolo che allatta dalle ascelle ma dal piccolo muso bellissimo, che ora, più che mai, è colpito dallo stigma, malgrado che il suo sterco da sempre valga oro per la nostra agricoltura; chi non ama più di tanto gli “altri animali” tenga presente che dalla nostra benevolenza verso di loro, e in particolare verso i mammiferi, dipende la qualità della vita delle generazioni umane a venire.

Ospitiamo poi un intervento “pasquale” di Lucetta Scaraffia, sconvolgente per l’analisi della crisi profonda della Chiesa, ma anche per la speranza che a salvarla potranno essere le donne, che non a caso furono le uniche, insieme a Giovanni, a restare sotto la croce. Alfonso Berardinelli inaugura una nuova serie, dedicata in qualche modo alla “prosa civile” . Si inizia con Karl Kraus e la sua “satira apocalittica”. Infine, come “pagina memorabile”, proponiamo una lettera di Alexander Herzen, il grande populista russo che, dopo aver visto fallire le rivoluzioni del 48, avvicinandosi alla fine della vita, scrive al vecchio amico rivoluzionario...