Palomar pensando alla propria morte pensa già a quella degli ultimi sopravvissuti della specie umana o dei suoi derivati o eredi: sul globo terrestre devastato e deserto sbarcano gli esploratori d’un altro pianeta, decifrano le tracce registrate nei geroglifici delle piramidi e nelle schede perforate dei calcolatori elettronici; la memoria del genere umano rinasce dalle sue ceneri e si dissemina per le zone abitate dell’universo. E così di rinvio in rinvio si arriva al momento in cui sarà il tempo a logorarsi e ad estinguersi in un cielo vuoto, quando l’ultimo supporto materiale della memoria del vivere si sarà degradato in una vampa di calore, o avrà cristallizzato i suoi atomi nel gelo d’un ordine immobile.
«Se il tempo deve finire, lo si può descrivere, istante per istante -pensa Palomar- e ogni istante, a descriverlo, si dilata tanto che non se ne vede più la fine».Decide che si metterà a descrivere ogni istante della sua vita, e finché non li avrà descritti tutti non penserà più d’essere morto. In quel momento muore.
Italo Calvino
tratto da Come imparare a essere morto, in Palomar, 1983
Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana,
15 ottobre 1923 - Siena, 19 settembre 1985).
La visita è alla tomba di Italo Calvino. Con un estratto da Palomar
in memoria
Una Città n° 216 / 2014 ottobre
Articolo di reprint di Italo Calvino
LA VISITA - ITALO CALVINO
La visita è alla tomba di Italo Calvino. Con un estratto da "Palomar"
Archivio
Stavo finendo il liceo...
Una Città n° 295 / 2023 settembre
Realizzata da Gianni Saporetti, Massimo Tesei
Realizzata da Gianni Saporetti, Massimo Tesei
Mio padre era morto nel 1927 di cancro allo stomaco. Più tardi ci saremmo detti spesso che aveva avuto fortuna.
Nel 1933 io stavo finendo il liceo, l’era nazista stava iniziando. Di circa 20 alunni ero l’unica ebrea e fino ad allora ...
Leggi di più
LA VISITA - LINA MERLIN
Una Città n° 316 / 2026 febbraio
Angelina Merlin, più nota come Lina, nel 1946 fu una delle ventuno costituenti: a lei si deve l’interpolazione della locuzione “di sesso’” nell’articolo 3, tra i criteri di distinzione che non possono determinare discr...
Leggi di più
LA VISITA - NESTOR MAKHNO
Una Città n° 315 / 2025 dicembre 2025 - gennaio 2026
“La maggior parte delle comuni agricole era composta da contadini. Alcune comprendevano anche lavoratori e coltivatori degli uliveti. Queste comuni erano basate innanzitutto sull'eguaglianza e la solidarietà dei loro membri. Tutti i membr...
Leggi di più
Piero Gobetti
Una Città n° 316 / 2026 febbraio
“Che cosa ho io a che fare con gli schiavi?” (ti moi sun douloisin) è il noto motto, di lingua greca, che Piero Gobetti adottò come simbolo della sua casa editrice. Le parole originariamente utilizzate da Vittorio Alfieri esprimo...
Leggi di più
LA MATTINA DEL 24 FEBBRAIO
Una Città n° 313 / 2025 settembre
Realizzata da Barbara Bertoncin, Bettina Foa
Realizzata da Barbara Bertoncin, Bettina Foa
Yaryna Grusha, autrice, traduttrice, insegna Lingua e letteratura ucraina alle Università di Milano e Bologna, fa parte del direttivo di Pen Ukraine. Ha curato la traduzione e pubblicazione del libro postumo della giornalista Victoria Amelina, Guar...
Leggi di più

















