Roma, 31 Maggio1967
Cara Anne,
la tua lettera mi ha rallegrato e rattristato allo stesso tempo. Rallegrato perché ho avuto finalmente tue notizie. Rattristato, perchè ti sento triste e circondata da tristezza.
Chiedi un mio parere "imparziale” sulla tua situazione attuale. Ma, allo stesso tempo, mi dici che ci sono tra noi argomenti in parte tabù.
Questo, lo capisco: capisco che ci siano delle cose che non si osino dire, e a maggior ragione scrivere. Ma vorrei che tu mi sentissi come totalmente tuo amico e che mi trattassi come tale.
(...) Alla tu età, il disaccordo con i genitori è in effetti inevitabile.
La questione sarebbe sapere fino a che punto è grave, cioè fino a che punto la tua libertà è limitata e la tua natura repressa.
Non parlo di psicanalisi. Non ci credo affatto. Ma, per esempio, se i tuoi genitori volessero importi regole di vita che ti ripugnassero,avresti il dovere di non sopportarlo. Ma se si tratta di contrasti a proposito d’argomenti riguardanti "il pudore”, non credi che abbia un importanza relativa in fine dei conti? Certo, è precisamente questo genere di contrasti che rende la vita familiare così faticosa e a volte intollerabile.
Ma non credi che in fondo tutto ciò sia una questione di indipendenza, di arrivare semplicemente a conquistare la propria indipendenza materiale? Finché si dipende economicamente dai propri genitori si può litigare con loro ancora e ancora, ma in fin dei conti bisogna sopportare e questo vuol dire trovare una condotta di compromesso.
Parlo da "saggio”, lo so. Se non lo facessi, se facessi finta di avere un’età che non ho più e di non vedere le cose che vedo, mi sentirei più che ridicolo: colpevole di falsità.
(...) Per esempio, tu mi dici ciò che ti irrita, ti rattrista, ti rivolta persino nella vita famigliare. Tu mi dici anche ciò che ti rivolta e ti indigna nel mondo vicino a te (ma anche in quello lontano da te).
Ma non mi dici ciò che ami, ciò che ti piace, ciò che ti tocca e ti commuove, ciò che ti entusiasma infine. Perché alla tua età bisogna entusiasmarsi per qualcosa e qualcuno. Non solo contro. Inoltre, se ti conosco bene, potrei dire di te ciò che Antigone disse di se stessa: "sei fatta per amare, non per odiare”.
Quanto alla politica, non ho detto che non sia interessante. Ma piuttosto io credo che sia impossibile, cioè che sia impossibile oggi prendervi parte con la coscienza che si agisca veramente nella direzione che si desidera seguire. Le ragioni di ciò sono complesse. Ma, insomma, guarda un po’ quello che avviene in questo momento tra Israele ed i paesi arabi. Credi che, tranne la simpatia irresistibile che tu provi, ne sono sicuro, per gli israeliani, sia veramente possibile "prendere partito”, ossia non soltanto avere un’opinione, ma agire con la consapevolezza di agire efficacemente?
Se fossimo un soldato israeliano o arabo, si potrebbe forse avere questa consapevolezza. E ancora … si rischierebbe di trovarsi un bel mattino di fronte al fatto di essere un pedone sulla scacchiera di una partita (diplomatica -ma è un eufemismo- sarebbe più esatto di "potere”). Con questo, cerca di capirmi, io non sono a favore dell’indifferenza. Mi limito a chiedere che si guardi bene in faccia la situazione reale, tanto più vicino a sé, la realtà della vita che meniamo, che ci obbligano a fare i meccanismi di cui siamo gli schiavi più o meno compiacenti.
Allora si potrebbe forse vedere che la questione politica è ben mutata, dopo il 1848 e il 1867, che ciò che è in questione è la cosiddetta società "industriale” stessa e non solo il "capitalismo”, il nostro modo di pensare e di vivere e persino l’idea che continuiamo ad avere di noi stessi e dell’esistenza, e non il "mondo” in generale.
Sarebbe un lungo discorso.
Vorrei poterti comunicare innanzitutto la mia esperienza personale, per quello che vale. Dopo si potrebbe parlare di "idee”.
Ma per finire voglio ripeterti quello che ti ho detto all’inizio: ci sono molte cose che detesto nel mondo intorno a me: la volontà di potere, le pretese della "scienza”, l’ingiustizia, l’avidità dei ricchi, la stupidità (soprattutto quella degli "intellettuali”) - e naturalmente molte altre cose ancora. Ma non odio nessuno. E posso anche dire che la cosa che detesto di più nel mondo che è stato il mio dopo l’adolescenza, è di essere stato più di una volta spinto all’odio e di essere poi stato obbligato a ...[continua]

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