storie

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Una Città 114 / 2003
CIRO NON VA DA NESSUNA PARTE
Intervista a Ciro Naturale di Barbara Bertoncin
Aver dimostrato che di lì si può venir fuori, e poi restare, per parlare con loro, per far vedere che c’è il linguaggio della parola, non solo quello del corpo. Quei ragazzi che ora fan la fila alle case dove si spacciano le buttiglielle sono dei bocciati, a loro la scuola non ha offerto una seconda possibilità. Il sogno di comprare una casa e metter su famiglia nel disperato Corso Sirena di Barra. Intervista a Ciro Naturale.

L’ASSASSINO DI MIA FIGLIA
Intervista a Sami Adwan di Barbara Bertoncin
Quando i palestinesi hanno cominciato, pragmaticamente, a costruire la loro società e gli israeliani ad assaporare la speranza di una pace definitiva. Gli insediamenti che sono continuati a crescere... L’idea terribile, e disastrosa per Israele, che umiliare l’altro serva. I palestinesi non vanno più via, terrorizzarli non servirà. Le sofferenze dell’occupazione e della diaspora che creano una sorta di empatia con gli ebrei. Intervista a Sami Adwan.

IL PIANTO SOMMESSO DELLA NONNA
Intervista a Friedrich G. Friedmann di Francesco Papafava
Un ebreo tedesco che amava la Bibbia e le poesie di Goethe e che si suicidò con la moglie dopo aver messo in salvo i figli. Le peregrinazioni fra Italia, Inghilterra e America, fino al ‘ritorno nell’esilio’, in Germania. Il rifiuto del sionismo della svolta nazionalista di Biltmore. I contadini del Sud d’Italia e l’idea di un umanesimo fondato sull’incontro appassionato con l’altro. Intervista a Friedrich G. Friedmann.

Una Città 113 / 2003
QUELLO E' STATO L'ULTIMO GIORNO...
Intervista a Hajra Catic di Barbara Bertoncin


L’OCCUPAZIONE DI ABRASEVIC
Intervista a Denis Kajic di Fabio Gavelli, Camilla Lattanzi
Lasciare un buon lavoro in Italia per tornare a Mostar, abbandonata durante la guerra. Il sogno di un centro sociale polivalente nel centro della città, nella zona franca. Gli ideali libertari e quel corteo alla tomba di Tito. Intervista a Denis Kajic.

Una Città 112 / 2003
MI FA SENTIRE LIBERA
Intervista a Maria Uranio di Katia Alesiano
L’emigrazione a Torino da ragazzina, un padre operaio comunista, il primo lavoro alla catena di montaggio, il primo marito e poi il secondo, le malattie, l’impegno per far studiare le figlie, il mutuo della casa e poi la cassa integrazione, quindi la mobilità, la difficile ricerca di un altro lavoro a cinquant’anni, e comunque la volontà di continuare a battersi, a lavorare, a vivere... Intervista a Maria Uranio.

SONO DI BARRA ANCH’IO
Intervista a Alfonso e Teresa di Barbara Bertoncin, Ciro Naturale
Barra, un quartiere dove non puoi vivere, dove se metti su un’attività devi pagare e far lavoro gratis continuamente, dove non puoi appoggiare un motorino in un androne, dove si fuma eroina, non si va a scuola e si vede un poliziotto ogni 10 giorni. Un giovane falegname sta provando con tutte le forze a emergere, ma lontano dal suo quartiere, dal quale non poteva non fuggire. Intervista a Alfonso e Teresa.

IN FONDO SONO PASSATI 27 ANNI (I)...
Intervista a Khatry Beirouk di Barbara Bertoncin, Sonia Villone
Lui lavora per la Nasa, compra il tè a Chinatown, ha il pavimento dell’appartamento ricoperto di tappeti, racconta del suo popolo ai colleghi americani, torna spesso a casa. Lei fuggita all’età di 16 anni, vive nel campo “27 Febbraio” con quattro dei suoi figli, che studiano tutti e andranno per il mondo, ed è impegnata con il coordinamento delle donne. Sono fratello e sorella, e sono saharawi. Interviste a Khatry e Suelma Beirouk.

IN FONDO SONO PASSATI 27 ANNI (II)...
Intervista a Suelma Beirouk di Barbara Bertoncin, Sonia Villone
Lui lavora per la Nasa, compra il tè a Chinatown, ha il pavimento dell’appartamento ricoperto di tappeti, racconta del suo popolo ai colleghi americani, torna spesso a casa. Lei fuggita all’età di 16 anni, vive nel campo “27 Febbraio” con quattro dei suoi figli, che studiano tutti e andranno per il mondo, ed è impegnata con il coordinamento delle donne. Sono fratello e sorella, e sono saharawi. Interviste a Khatry e Suelma Beirouk.

COSE BELLE PER I PIU’
Intervista a Riccardo Sarfatti di Katia Alesiano
La scommessa di un gruppo di architetti, per produrre oggetti belli, funzionali, a cui potersi affezionare, con una grande attenzione alla storia e al territorio. Il product oriented che deve precedere sempre il market oriented. Una tradizione familiare che ha fatto dell’aggancio dell’artigianato locale alle correnti della architettura contemporanea il suo punto di forza. Intervista a Riccardo Sarfatti.