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Risultati della ricerca: 152

Una Città 155 / 2008
NON E' CHE AVREI VOLUTO FARE CHISSA' COSA...
Intervista a Rosa Apice di Barbara Bertoncin, Carla Melazzini
Intervista a Rosa Apice, di Barra, Napoli.

Una Città 153 / 2008
I PASSI DI TUTTI
Intervista a Gabriella Merz di Barbara Bertoncin, Joan Haim
Una didattica differenziata, e personalizzata, per far sì che l’ormai inevitabile eterogeneità delle classi non penalizzi nessuno, né chi è più avanti, né chi parte più indietro. L’abolizione del libro di testo e la prassi del racconto. Una scuola a tempo pieno con tante ore in più, ma retribuite... Intervista a Gabriella Merz.

LA PEDANA CHE NON C’E’ PIU’
Intervista a Cesare Moreno di Barbara Bertoncin
L’errore di pensare che all’insegnante spetti l’apprendimento, al genitore l’educazione. Il valore dell’autorità, dell’assunzione di responsabilità, delle “prove” d’esame, finanche delle punizioni. La vergogna dell’indennità di rischio. Educare alla cittadinanza ricostruendo un tessuto comunitario. Intervista a Cesare Moreno.

Una Città 152 / 2008
E’ IL CARATTERE A SCEGLIERTI
Intervista a Barbara Calzolari di Paola Sabbatani
La calligrafia, una materia scolastica da tempo dimenticata, che insegnava non solo a scrivere “in bella”, ma a misurarsi con delle regole, a tenere insieme pensiero e manualità, a prendersi il tempo per qualcosa che resta, tirare conclusioni, scrivere un diario, una lettera... Intervista a Barbara Calzolari.

Una Città 150 / 2007
MIO MAESTRO E’ IL SUBALTERNO
Intervista a Paolo Perticari di Franco Melandri
L’era della globalizzazione, della mediatizzazione, dell’economizzazione selvaggia rischiano di produrre quello che don Milani chiamava il ‘burattino ubbidiente’. Le nuove tecnologie spingono verso un predominio delle pulsioni, facendo dilagare la banalizzazione. E’ questo il punto dolente dell’educazione oggi, ed è un problema che non nasce a scuola e non può essere risolto dalla scuola. Intervista a Paolo Perticari.

Una Città 148 / 2007
SULLA CARTA DI IDENTITA’ C’E’ ANCORA "STUDENTE"...
Intervista a Sergio Tosoni di Barbara Bertoncin
I dubbi sull’ultima riforma, quella del tre più due, che ha trasformato l’università in un grande liceo. L’ambiguità del dottorato: titolo di studio o inizio di un percorso lavorativo? La passione per la ricerca che compenserebbe anche quegli 827 euro al mese... Intervista a Sergio Tosoni.

Una Città 146 / 2007
DA ALLORA SI ALZANO IN PIEDI...
Intervista a Laura Manassero di Barbara Bertoncin
Alla radice di tanti problemi della scuola d’oggi, dall’arroganza dei ragazzi al bullismo fino ai genitori “sindacalisti”, la caduta di autorevolezza dell’insegnante dovuta a un malinteso antiautoritarismo; “fai l’adulto” è la richiesta, chiarissima anche se non esplicita, che i ragazzi rivolgono all’insegnante; la presenza dei ragazzi immigrati, un problema in più ma una grande occasione per tutti. Intervista a Laura Manassero.

Una Città 136 / 2006
APPRENDIMENTO INCIDENTALE ORGANIZZATO
Intervista a Francesco Codello di Franco Melandri
L’eterna alternativa fra un’educazione al dover essere, ‘uomo pio’, ‘buon cittadino’, anche ‘uomo nuovo’, ed educazione all’essere. La concezione di Tolstoj, di Neill, il fondatore della scuola di Summerhill, di Godwin, che pure erano dei militanti, mette al primo posto, sempre, la libertà degli esseri umani, lo sviluppo delle potenzialità, una concezione per cui si impara ad imparare. Intervista a Francesco Codello.

LA RIVOLUZIONE DI CAPACITA’
Intervista a Andrea Ranieri di Gianni Saporetti
I saperi, la scuola, l’università non sono beni economici quantificabili, eppure da essi, oggi più che mai, dipende la prosperità, anche economica, di un paese. La malattia cronica della sinistra, l’economicismo. I saperi si fondano sulle relazioni fra le persone, sull’orizzontale, sulla capacità di autogoverno. Compito della politica creare gli spazi pubblici, non statali, per lo sviluppo delle “capacità”. Intervista ad Andrea Ranieri.

Una Città 126 / 2005
PER COMPITO FARE UN AEREO
Intervista a Claudio Stedile, Vittorio Menghini di Barbara Bertoncin
In una regione in cui non manca il lavoro ma i lavoratori, una scuola professionale d’eccellenza, dove i ragazzi, su commessa di un imprenditore, costruiscono un Caproni del ‘37 che dovrà funzionare, o per incarico del Comune, saldano un monumento in ferro che finirà in una piazza della città. Il rischio che con l’obbligo a 18 anni al professionale vadano solo gli “scarti” delle altre scuole. Intervista a Claudio Stedile e Vittorio Menghini.