“La maggior parte delle comuni agricole era composta da contadini. Alcune comprendevano anche lavoratori e coltivatori degli uliveti. Queste comuni erano basate innanzitutto sull'eguaglianza e la solidarietà dei loro membri. Tutti i membri di queste comuni, uomini e donne, apportavano all'opera collettiva una corretta coscienza, sia che lavorassero nei campi, sia che fossero impiegati nei lavori domestici. La cucina era comune, il refettorio pure. Ma il desiderio di uno dei membri della comune di preparare lui stesso i propri pasti per sé e i suoi bambini, o di partecipare alla cucina comune e portare i pasti a casa propria non incontrava alcuna opposizione da parte degli altri membri. Ogni membro della comune, o anche tutto un gruppo, poteva organizzare come voleva la propria alimentazione a condizione, tuttavia, di avvisare prima tutti gli altri affinché in cucina e nella dispensa potessero esser prese le misure necessarie per questi cambiamenti. I membri erano pure tenuti ad alzarsi di buon’ora e mettersi subito al lavoro attorno ai buoi, ai cavalli o a dedicarsi ad altre faccende domestiche. Ogni membro della comune aveva diritto ad assentarsi quando lo desiderava, ma doveva avvisare il suo più stretto compagno di lavoro affinché potesse sostituirlo durante la sua assenza. Questo accadeva nei giorni di lavoro. I giorni di riposo (la domenica) i membri si assentavano a turno. Il programma di lavoro di tutta la comune era stabilito in riunioni di tutti i membri che venivano poi a conoscenza delle modifiche da arrecare, ognuno nel proprio lavoro. Soltanto la questione della scuola restava ancora in sospeso perché le comuni non volevano ristabilire le scuole sul vecchio modello. Fra le scuole nuove la scelta ricadde su quella anarchica di Francisco Ferrer del quale le comuni avevano udito parlare da molte relazioni e pubblicazioni distribuite dal gruppo anarco-comunista”.
Nestor Machno, anarchico e rivoluzionario ucraino
(Tratto da La rivoluzione in Ucraina)
cimitero di Pere-Lachaise, Parigi
La visita è alla tomba di Nestor Makhno
in memoria
Una Città n° 315 / 2025 dicembre 2025 - gennaio 2026
Articolo di Nestor Makhno
LA VISITA - NESTOR MAKHNO
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