l'altra tradizione

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Una Città 272 / 2021
LA MIA MORTE
Intervista a Rosalia Peluso di Cesare Panizza
La figura di Lauro De Bosis, che volò su Roma gettando centinaia di migliaia di volantini e si inabissò poi nel Tirreno; non solo un eroe antifascista, ma anche un intellettuale che ebbe in Croce il suo maestro; Alleanza nazionale, un’associazione che voleva unire tutti gli antifascisti, esclusi comunisti e anarchici; il tentativo di staccare monarchia e Vaticano dal fascismo; un’epica di cui il mondo d’oggi sente la mancanza. Intervista a Rosalia Peluso.

Una Città 270 / 2020
LIBERARE E FEDERARE
Intervista a Fulvio Cortese di Gianni Saporetti
Rampollo di famiglia benestante, promettente studente di giurisprudenza di idee liberali, ma già innovative, giovane docente amministrativista, volontario nella prima guerra mondiale, giurista affermato che rifiuta di giurare, esule in Francia, agricoltore, operaio, punto di riferimento per gli antifascisti, convinto federalista e “convertito” collettivista, Silvio Trentin è un esempio mirabile di coerenza nella disponibilità a cambiare. Intervista a Fulvio Cortese.

Una Città 251 / 2018
Quando Marx, Bakunin e Proudhon...
Intervista a Franco Melandri di redazione
Ritrovare una tradizione, ritrovare un passato con cui confrontarsi, che non fosse solo quello delle macerie lasciate dal collasso del pensiero unico della sinistra, il comunismo e il cosiddetto socialismo scientifico, è stato importante e anche un grande sollievo: non era affatto vero che “non si poteva non essere stati comunisti”, lo si poteva eccome. Il socialismo umanista, pur sconfitto, non aveva mai smesso di produrre straordinarie figure di militanti e intellettuali cui la storia aveva dato ragione -tutti gli altri mai. In questo modo la critica delle nostre idee di un tempo diventava anche, seppur più aspra, in qualche modo positiva, attiva. Scoprire il pensiero di Proudhon, come già avevano tentato di fare i socialisti, senza seguito, purtroppo, ci ha poi portato a conoscere figure come Andrea Caffi e Nicola Chiaromonte, che non conoscevamo, o come Osvaldo Gnocchi-Viani, il “fondatore di tutto”, rimosso dai manuali di storia della sinistra. Un incontro per noi decisivo è stato quello con intellettuali militanti come Gino Bianco e Pino Ferraris. Gino, “allievo di Chiaromonte”, ha prestato la firma alla nostra rivista fino alla morte. Pino un giorno ci mandò una mail in cui ci diceva che il nostro interesse per l’altra tradizione era fondamentale e da allora la collaborazione non è mai cessata.

L'eremita socievole
Intervista a Gino Bianco di Franco Melandri
Intervista a Gino Bianco su Andrea Caffi

Far da sé, insieme
Intervista a Pino Ferraris di Gianni Saporetti
Intervista a Pino Ferraris

Una Città 247 / 2018
IL LAMONE E GARIBALDI
Intervista a Lorenzo Cottignoli di Flavio Casetti, Gianni Saporetti
Un movimento cooperativo, quello ravennate, che si sviluppa così fortemente grazie a due fattori fondamentali, la rottura dell’argine del Lamone che nel 1839 si impaludò trasformando migliaia di contadini in braccianti e la presenza, in Romagna, di una forte tradizione mazziniana e garibaldina fondata su solidarietà e associazionismo; la luminosa figura, purtroppo poco conosciuta a livello nazionale, di Nullo Baldini, grande riformista. Intervista a Lorenzo Cottignoli.

Una Città 246 / 2018
LA COOPERATIVA E IL SUO ONORE
Intervista a Lorenzo Cottignoli di Flavio Casetti, Gianni Saporetti
La straordinaria epopea dei braccianti ravennati che riuniti in cooperativa, guidati da Nullo Baldini e sostenuti da Andrea Costa, alla fine dell’800 andarono a bonificare l’agro romano, un’impresa già tentata e fallita più volte in un territorio infestato dalla malaria; se oggi esistono Ostia e Fiumicino lo si deve a loro, che in tanti, poi, si fermarono su quella terra, misero su famiglia e fondarono una colonia agricola basata su valori e regole socialiste. Intervista a Lorenzo Cottignoli.

Una Città 245 / 2017
L'AVVENTO DEL REGNO
Intervista a Sergio Soave di Cesare Panizza
La straordinario connubio, in Ignazio Silone, fra socialismo e cristianesimo, che non si ruppe neanche quando il “Cristo primo socialista” di Prampolini fu soppiantato dalla “religione oppio dei popoli”; la “buona novella” della rivoluzione russa che era quasi impossibile non ascoltare; l’importanza dell’esilio in Svizzera, il sodalizio con Caffi; la fama internazionale, la coerenza personale ferrea e la vicenda molto dolorosa del fratello. Intervista a Sergio Soave.

Una Città 243 / 2017
QUESTO POSTO E' VOSTRO!
Intervista a Giampietro "Nico" Berti di Franco Melandri, Gianni Saporetti
L’idea di Bakunin, la libertà dell’altro che completa la mia, e quella di Kant, la mia che finisce dove inizia quella dell’altro; la contraddizione anarchica fra la critica al principio di autorità, il massimo cioè della secolarizzazione, del disincanto, e l’idea della libertà come autenticità, che esprime un nuovo incantamento; la scena chiave del ’36, quando Companys, presidente della generalità della Catalogna, si alza dalla scrivania... Intervista a Nico Berti (seconda e ultima puntata).

Una Città 242 / 2017
LO SGUARDO ALL'INDIETRO
Intervista a Giampietro "Nico" Berti di Franco Melandri, Gianni Saporetti
Un viaggio attraverso l’anarchia italiana del secondo Novecento in cui la storia personale si intreccia con quella di amici con cui si fondarono riviste e gruppi militanti; l’incontro con Amedeo Bertolo, sotto processo per il sequestro del Console spagnolo, e con la rivista “Materialismo e libertà”, nata in polemica radicale con il marxismo storicista; la presa d’atto che il capitalismo “è successo”, non è un progetto, come il fascismo o il socialismo, ma un evento. Intervista a Nico Berti.