L’educazione del ragazzo inglese, allora come oggi, era considerata una questione molto più seria dell’educazione di sua sorella. I miei genitori, in particolare mio padre, discutevano la questione dell’istruzione dei miei fratelli come di qualcosa di reale importanza. Della mia istruzione e di quella di mia sorella non si parlava quasi per niente. Naturalmente frequentavamo una scuola femminile accuratamente selezionata, ma al di là del fatto che la direttrice era una gentildonna e che tutte le allieve erano ragazze della mia stessa classe, nessuno sembrava preoccupato. L’educazione di una ragazza a quel tempo sembrava avere come primo obiettivo l’arte di “far bella la casa”, presumibilmente per i girovaghi parenti di sesso maschile. Io mi scervellavo nel capire perché dovessi sottostare a un compito così specifico, far bella la casa per i miei fratelli. Tra di noi c’era un bellissimo rapporto di amicizia, ma a loro non fu mai indicato come dovere quello di far bella la casa per me. Perché no? Nessuno sembrava saperlo.
[...]
Avevo quattordici anni quando andai alla mia prima assemblea per il diritto di voto. Un giorno, mentre tornavo da scuola, incontrai mia madre che si stava avviando per andare alla riunione e la pregai di portarmi con sé. Lei acconsentì... A incontro finito ero una consapevole e conclamata suffragista.
Emmeline Pankhurst
da Suffragette: la mia storia (1914)
La visita è alla tomba di Emmeline Pankhurst
in memoria
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Articolo di Emmeline Pankhurst
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Francesco Calogero è stato un fisico teorico italiano; professore all’Università di Roma “La Sapienza”; il suo nome è legato, tra l’altro, al celebre modello di Calogero-Moser. Figlio del filosofo liberal-socia...
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