Tutte le interviste

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Una Città 102 / 2002
DOVE ANCHE AMMALARSI ORMAI ERA COSA DA RICCHI...
Intervista a Teresa Pereyra di Anna Segre
La sofferta decisione di lasciar tutto e venir via, dopo anni di difficoltà, occupazioni precarie e delusioni; vendere tutte le cose di casa e cercar miglior fortuna in Italia, dove però non tutto ha corrisposto alle aspettative. Intervista a Teresa Pereyra.

Una Città 101 / 2002
IO VADO A BRUCIARE
Intervista a Aalla Lahcen di Barbara Bertoncin, Vicky Franzinetti
Come una legge che lega il permesso di soggiorno a un lavoro dipendente ha spinto alla clandestinità la prima ondata migratoria legata al piccolo commercio, e messo in ginocchio l’economia familiare marocchina nella quale, grazie alle rimesse dell’emigrante, si costruiva la casa, si scavava il pozzo... L’arrivo dei ragazzini che per rispetto “del mandato” possono ridursi all’accattonaggio. Intervista a Aalla Lahcen.

Una Città 100 / 2002
LA POSSIBILITA’ DEL SORRISO
Intervista a Massimo Macchiavelli di Katia Alesiano
Una realtà, quella dell’esclusione, ben diversa dagli stereotipi correnti, in fondo rassicuranti. Il passaggio facile dalla povertà alla strada. L’esperienza di Piazza Grande a Bologna. Gli avvocati di strada, la campagna per le cure dentali, il grande problema dei piedi. Fondamentale è non ghettizzare ma creare relazioni fra i vari mondi. Il punto di svolta: la richiesta d’aiuto. Intervista a Massimo Macchiavelli.

SIAMO I GENITORI CHE HANNO SPUTATO SULLA RELIGIONE
Intervista a Jamila, Françoise e Tania di Vicky Franzinetti, Gianni Saporetti
I figli di immigrati algerini a Marsiglia non parlano arabo, parlano un francese in codice, riscoprono a volte la religione mentre i genitori sono laici. Il rischio di un comunitarismo ben visto dalla destra. Intervista a Jamila, Tania, Françoise.

JEW YORK
Intervista a Francesco Germinario di Gianni Saporetti
Nella critica alla globalizzazione la tradizione dell’estrema destra, esaltatrice delle differenze, delle culture tradizionali, sprezzante del basso ‘economico’, è più attrezzata della sinistra, che mal la concilia con il proprio innato universalismo. Nel binomio socialismo-nazionalismo l’infezione del secolo. Antiamericanismo e antisemitismo sono assolutamente due facce della stessa medaglia. Intervista a Francesco Germinario.

Una Città 99 / 2001
IL FONDAMENTALISMO, UN’INVENZIONE MODERNA
Intervista a Giorgio Vercellin di Barbara Bertoncin
La distinzione necessaria fra islam e società musulmane; lo stereotipo di un islam immutabile. I fondamentalisti, con grandi risorse, si sono inseriti nella crisi del welfare indotta anche dall’imposizione dei vincoli neoliberisti. La grande tradizione delle ‘opere di carità’. Intervista a Giorgio Vercellin.

PIAGA E RISORSA
Intervista a Erminio Scopino di Barbara Bertoncin
Un approccio gradualista al problema del sommerso, con l’obiettivo di salvare comunque l’impresa e i posti di lavoro. La necessità di una presenza continua, e non di blitz saltuari. Lo scambio emersione-flessibilità. Intervista a Erminio Scopino.

MIGRANTI
Intervista a Sandro Mezzadra di Monica Marino
L’immigrazione ha contribuito a definire la cittadinanza, fra norma statale e appartenenza sociale e politica. Lo sviluppo dei sistemi di comunicazione che permette di mantenere rapporti con la madrepatria dando vita a vere e proprie comunità transnazionali. La crisi dell’appartenenza non è solo dei migranti. La globalizzazione non è solo quella dei mercati. Intervista a Sandro Mezzadra.

LA SCUOLA ALLA PROVA DELLA DEMOCRAZIA
Intervista a Frédérique e Edith di Anna Devoto
L’ideale repubblicano e democratico, messo alla prova dell’accoglienza dei figli degli immigrati, ha fatto implodere il sistema scolastico francese. Una formazione che si è allungata senza produrre un vero salto a livello qualitativo. L’ideologia anti-élitista, anti-cultura borghese, che ha abbassato il livello delle competenze scientifiche dei professori. Le scuole private d’eccellenza. Intervista a due insegnanti francesi.

Una Città 98 / 2001
IL COMMERCIO CON LA VALIGIA
Intervista a Michel Peraldi di Anna Proto Pisani
La straordinaria vitalità dell’economia di bazar, un’economia a rete dove i nodi sono le città dei mercati, da Anversa a Marsiglia a Milano ad Alicante a Istanbul, e i segmenti sono gruppi etnici collegati fra loro; l’incapacità della politica di riconoscere l’importanza di tale commercio, che viene stigmatizzato. Un grande fattore di emancipazione, in particolare per le donne. Intervista a Michel Peraldi.