David Bateman è professore associato di Governo e Politiche pubbliche presso la Cornell University. Ha scritto sul tema dell’arretramento democratico, delle strategie di “democracy-reinforcing hardball” (azioni politiche straordinarie volte a rafforzare la democrazia) e delle ideologie della razza e del razzismo. È autore di Disenfranchising Democracy e, insieme a Ira Katznelson e John Lapinski, di Southern Nation.
Julie C. Suk è docente di Diritto presso la Fordham University School of Law, dove insegna diritto costituzionale e procedura civile. La sua ricerca si concentra sulla riforma e sulla revisione delle costituzioni. È autrice di We the Women: The Unstoppable Mothers of the Equal Rights Amendment; After Misogyny: How the Law Fails Women and What to Do about It e di The Shadow Court: Rescuing Democracy from the Supreme Court (di prossima pubblicazione, settembre 2026).
Patrick Iber è co-direttore di “Dissent”. 
Si ringrazia Nick Serpe per la pubblicazione del pezzo uscito originariamente su “Dissent”: dissentmagazine.org/article/declaration-250-anniversary-democracy-backsliding/


Cominciamo dalla diagnosi. Sono passati 250 anni dall’esperimento democratico americano, con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni. Quanto è in salute la democrazia statunitense nel 2026?
David Bateman. È in condizioni estremamente gravi. Non siamo ancora un regime autoritario, ma siamo molto vicini a quella soglia. Abbiamo assistito a un arretramento drammatico, a un indebolimento dei controlli democratici e costituzionali e a un profondo degrado sia dell’ordine costituzionale sia delle strutture politiche e istituzionali che sostengono una democrazia sana. Non credo che gli Stati Uniti siano mai stati una democrazia particolarmente solida, ma oggi il degrado si concentra ai vertici del sistema. Siamo quindi in una situazione molto preoccupante.
Julie C. Suk. Sono d’accordo, e concordo anche sul fatto che non si tratti semplicemente di una parentesi iniziata un anno fa. Da tempo la maggior parte delle istituzioni create dalla Costituzione per limitare il potere e consentire ai cittadini di controllare o autorizzare chi li governa mostra segni di malfunzionamento.
L’ultimo rapporto sulla democrazia del V-Dem Institute afferma che gli Stati Uniti stanno attraversando un processo di deterioramento più rapido di qualsiasi altra democrazia recente, escludendo i tradizionali colpi di Stato militari. Che cosa sta succedendo? E in cosa ciò che stiamo vivendo oggi è diverso dal passato? Il Sud delle leggi Jim Crow era caratterizzato da enclave autoritarie a livello locale; per certi versi, la democrazia statunitense non ha più di sessant’anni, risale cioè al 1965.
Bateman. Oggi la situazione è diversa sotto molti aspetti. Il sistema di Jim Crow si fondava sulla privazione del diritto di voto, su una serie di manipolazioni istituzionali e anche sulla violenza; il tutto con l’obiettivo di garantire Stati di fatto monopartitici. Ciò era compatibile con una forma molto limitata di democrazia a livello federale. All’epoca, circa un decimo della popolazione era di fatto escluso dal voto e un terzo del paese viveva in un sistema a partito unico, costruito deliberatamente attraverso istituzioni truccate. Tuttavia, sul piano nazionale (con la grande eccezione del 1860) dal 1800 non ci sono mai stati dubbi fondati su un trasferimento del potere. Oggi invece, perfino questa idea minima di democrazia -che chi perde le elezioni lascia il governo- negli ultimi anni è stata sottoposta a contestazione.
Direi che a distinguere il momento attuale dal passato è che l’attacco alla democrazia parte dall’alto. Avviene molto di più mediante l’uso delle istituzioni federali per esercitare pressioni sulla società civile, che attraverso la manipolazione elettorale -anche se alcuni tentativi ci sono stati. Ne sono esempi le minacce della Federal Communications Commission nei confronti delle emittenti televisive, il sostegno governativo ad alleati che controllano importanti reti di informazione e le pressioni esercitate sulle università. Tutto questo rientra nel più ampio fenomeno dell’arretramento democratico che osserviamo in molte parti del mondo.
Suk. Uno degli aspetti a cui stiamo assistendo è uno sviluppo costituzionale che favorisce l’espansione del potere esecutivo. Certo, si può sostenere che Donald Trump violi la Costituzione ogni giorno. Ma, sullo sfondo, bisogna considerare anche l’evoluzione del diritto costituzionale ch ...[continua]

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