Tutte le interviste

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Risultati della ricerca: 394

Una Città 169 / 2009
PERCHE' ME NE VADO...
Intervista a Laura Lanni di Gianni Saporetti e Alessandro Siclari
L’insofferenza per una scuola che fissa uno standard uguale per tutti e decide in anticipo chi sono le “bocce perse”, che pensa che si impari solo stando seduti per ore e ore; poi le direttive che cambiano continuamente, l’avvilimento di tanti colleghi che non ti fa più crescere; la scelta di lasciare il ruolo. Intervista a Laura Lanni.

Una Città 168 / 2009
L'AMOR MUNDI
Intervista a Paola Patuelli di Gianni Saporetti
La grande passione politica dei genitori, resistenti e militanti, e a 18 anni l’ovvia iscrizione al Partito, e poi il 68, vissuto in chiave soprattutto libertaria ed esistenzialista, e infine quell’incontro con Lea che scompagina i rapporti amorosi e familiari; l’importanza delle relazioni umane autentiche; intervista a Paola Patuelli.

Una Città 166 / 2009
I LAVORI UMILI ANDRANNO VIA...
Intervista a Lino Lunardelli di Barbara Bertoncin
Gli anni del boom quando nel solo trevigiano c’erano 7-800 ditte che lavoravano per Benetton; le difficoltà, già allora, di trovare giovani disposti a stare alla macchina; un lavoro che oggi per il 30% consiste nel “recuperare” capi che arrivano da India e Cina. La speranza che l’Europa intervenga. Intervista a Lino Lunardelli.

POI C'E' LA STORIA DEL LIBRO...
Intervista a Lisetta Carmi di Barbara Bertoncin
Una vita movimentata, fatta di molte “chiamate”, prima la musica, poi la fotografia, la spiritualità... L’esperienza coi portuali di Genova e l’incredibile avventura di un libro fotografico sui transessuali che nessuna libreria voleva e che oggi è introvabile. La grande curiosità per il mondo e per le persone. Intervista a Lisetta Carmi.

Una Città 165 / 2009
L’EDITORE DI "ROBA GRAVE"
Intervista a Giuseppe Laterza di Edoardo Albinati, Barbara Bertoncin
Dalla cartoleria di Putignano, aperta da un giovane Vito Laterza ancora minorenne, alla casa editrice voluta dal fratello Giovanni e poi l’incontro, decisivo, con Croce, la rottura con Gentile, le prime collane, i tascabili... e poi i festival e le lezioni di storia dove la gente si mette in fila fin dal mattino presto... Intervista a Giuseppe Laterza.

HO DOVUTO SCEGLIERE....
Intervista a Gisella di Barbara Bertoncin, Chiara Zuanetti


CHIAMO E NESSUNO CHE PARLI INGLESE
Intervista a Riccardo Bortolaso di Barbara Bertoncin
Metter su un’azienda che fa le cose imparate nei tanti lavori precedenti. Una struttura flessibile, snella, presente in tanti mercati con prodotti diversi, che fa del distretto locale un vantaggio competitivo. Una vita stancante ma appassionante, fatta di viaggi e incontri in giro per il mondo. Intervista a Riccardo Bortolaso.

Una Città 164 / 2009
LO VOLEVO NEL MONDO...
Intervista a Cristina Cometti di Barbara Bertoncin, Lucia Bertell
Lasciar casa, lavoro e città, insieme a un’amica e alla propria madre, per trovare un posto in cui il proprio figlio non restasse parcheggiato in qualche centro per disabili, ma potesse vivere in mezzo agli altri, usando le sue poche abilità; reinventarsi il lavoro di medico, aprire un agriturismo... Intervista a Cristina Cometti.

Una Città 163 / 2009
OH SI’, LA STORIA CI CAMBIERA’...
Intervista a Chino Piraccini e Guido D’Altri di Gianni Saporetti, Andrea Babini
Una chiesa ormai pura istituzione, incapace di profezia, aggrappata a leggi fatte da lei stessa, senza fondamento teologico, come il celibato o il modo di nominare i vescovi, con seminari faraonici del tutto deserti, i monasteri in vendita, la quasi totalità dei preti di interi continenti che ha la donna, con parroci disperati a correr di chiesa in chiesa a dar l’Eucarestia o a dover star dietro a sacramenti senza ormai alcun senso e inventati a suo tempo per fare il numero sette... Intervista a Chino Piraccini e Guido D’Altri.

Una Città 162 / 2009
LA STRADA DEL RISPETTO
Intervista a Umberto Brancia di Luciano Coluccia
Crescere un bambino con la sindrome di Asperger, sempre in bilico tra libertà e proibizioni; l’importanza di un quartiere “protettivo” e l’incredibile potenza di uno strumento come il computer per chi non riesce a guardare l’altro negli occhi. Il problema, cruciale, del lavoro e l’angoscia del “dopo di noi”. Intervista a Umberto Brancia.