Alfonso Berardinelli

Critico letterario e saggista italiano, collaboratore di vari quotidiani italiani (Avvenire, Il Sole 24 Ore e Il Foglio). Nel 1985, insieme a Piergiorgio Bellocchio, ha fondato e diretto la rivista di critica Diario. Dal 1983 ha insegnato Letteratura contemporanea presso l’Università di Venezia.

interventi

Poeti intelligenti

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 275

Ci sono state epoche in cui i poeti erano intelligenti, fra i più intelligenti intellettuali dell’intera società. Poi le cose sono cambiate. Quando? Non voglio indicare una data precisa: diciamo “negli ultimi tempi”, quando l’idea mitica di genialità...

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Weber e il paradosso burocratico

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 274

È in Francia, la nazione occidentale in cui la società era più razionalmente, minuziosamente organizzata, che nasce la sociologia, una scienza nuova, una scienza moderna. Il suo oggetto non è infatti la società in generale, che in qualche forma e misura è se

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Salvemini, politica e piccola borghesia

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 273

Scrittore politico e uno dei maestri della prosa morale e civile italiana, Gaetano Salvemini (1873-1957) si è distinto come storico e polemista. Sapeva diffidare delle idee e delle parole, della loro capacità di suggestionare e sedurre con la loro astrattezza ipnotica. E quale parola...

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Freud fra individuo e società

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 272

Qualunque persona mediamente colta, o diciamo pure “acculturata”, oggi può credere di sapere quanto basta del pensiero di Freud. Questo sapere diffuso e generico viene da una fonte oggettivamente certa, che però non è precisamente l’opera di Freud, quanto piuttosto...

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Spengler e l'Occidente che tramonta

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 271

Tra fine Novecento e inizio Duemila, si è messa a circolare di nuovo l’idea che l’Occidente, dopo aver invaso e influenzato il mondo con il suo comunismo e il suo capitalismo, fosse entrato in crisi mostrando chiari segni di declino. Oggi è in crisi anche quel protagonismo...

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L'uomo massa di José Ortega y Gasset

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 270

Filosofo, critico letterario, giornalista e soprattutto autore di saggi di critica della cultura che hanno fatto epoca, José Ortega y Gasset (1883-1955) ha dominato la cultura spagnola e più generalmente ispanica della prima metà del Novecento. Nel 1917 fondò la...

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Italo Svevo

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 269

Quando si pensa alla Coscienza di Zeno, capolavoro e ultimo romanzo di Italo Svevo, che per la prima volta a più di sessant’anni, nel 1923, ebbe una positiva accoglienza non solo in Italia, si pensa di solito alla nevrosi del protagonista, ai suoi tentativi di guarire, al suo ambiguo e...

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John Dewey e l'individuo democratico

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 268

Non c’è democrazia senza educazione alla democrazia. Si potrebbe aggiungere che si è più o meno democratici anche per carattere e che un’educazione alla democrazia comporta una certa formazione del carattere. Coloro che hanno un istinto caratteriale alla sopraffazione...

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Valéry, l'intelligenza e le macchine

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 267

Per un paio di secoli è esistita una grande famiglia di poeti intellettuali che oggi sembra estinta e che in Europa andava da Coleridge e Baudelaire a Eliot e Brecht e in Italia da Leopardi a Montale e Pasolini. A questa famiglia apparteneva in posizione eminente nei primi decenni del Novecento...

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MARINETTI, CREATIVITA' E CRIMINE

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 266

Il Novecento è stato fin dall’inizio un secolo di programmi e di autointerpretazioni, un secolo che ha creato o spinto il mito della creatività moderna fino all’estremo limite. Ma più che creare, si è proposto di farlo, e ha elaborato metodi, teorie, progetti...

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KRAUS O LA SATIRA APOCALITTICA

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 265

Karl Kraus (1874-1936), l’autore che nel corso della guerra 1914-18 fu capace di scrivere un’opera teatrale ma teatralmente irrappresentabile come Gli ultimi giorni dell’umanità, cominciò a pubblicare in una Vienna “belle époque” e morì quando...

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Anna Maria Carpi e Alba Donati

di letteratura e altro
di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 264

Dunque alla fine del Novecento, dagli anni Novanta in poi, nella poesia italiana si verifica un fenomeno nuovo: compaiono dei personaggi. Non me ne resi conto subito e non mi pare che nessun critico abbia notato la cosa. In realtà, all’inizio, fu quasi esclusivamente Bianca Tarozzi...

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Il personaggio in poesia

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 263

Fin dal suo esordio nel 1974 con Le mie poesie non cambieranno il mondo, un volumetto di circa 50 pagine il cui titolo esprimeva una semplice ma spavalda polemica con la diffusa cultura presuntamente “rivoluzionaria” di quegli anni, Patrizia Cavalli mostrò che con gli stili e le i

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Poesie che si ricordano

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 262

Che cos’è, chi è un poeta? A chi si può dare il nome di poeta? A chi ha pubblicato uno o più libri di versi come che siano, o a chi ha scritto delle poesie che si ricordano e si ha voglia di rileggere? In quel vero e proprio oceano che è oggi la produzione di...

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Ancora ultimi poeti

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 261

C’è un libro di Peter Handke, uno dei suoi migliori, che riguarda la vita di sua madre ma che nel titolo definisce una dimensione, uno strato subliminale, seminascosto della vita, di cui non è facile parlare e di fronte al quale perfino la letteratura, in prosa e in versi, spesso...

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Cosa dicono le antologie. De Angelis, Valduga

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 260

Negli ultimi cinquant’anni le antologie di poeti italiani sono state numerose come mai prima. Di alcune si è parlato di più, di altre meno, ma le più discutibili sono state quelle in cui i poeti nati dal 1900 al 1930 sono stati messi insieme a quelli nati dopo il 1935...

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Un altro dittico. Giuseppe Conte e Giorgio Manacorda

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 259

Quando si considera nel suo insieme la “nuova poesia italiana”, che continuiamo a pensare come “nuova” sebbene sia passato ormai mezzo secolo dalla sua comparsa, si ha spesso l’impressione che sia rimasta in prevalenza una poesia di eterni esordienti. L’idea di un....

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ZEICHEN O LA POESIA COME ARTIFICIO. BORDINI O LA POESIA COME NON ARTIFICIO

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 258

C’è stato un momento, fra il 1975 e il 1980, più a Roma che a Milano, in cui l’emergere di una nuova poesia tendeva a sovrapporsi, fino a volte a coincidere, con l’apparizione di "personaggi poetici”, di autori cioè che entravano nella scena letteraria come si entra in un teatro. Sembrava...

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Anni Ottanta: lo stile tardo di Caproni e Bertolucci

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 257

La produzione tarda di Attilio Bertolucci e di Giorgio Caproni, come del resto quella di Montale, mostra quanto la cronologia di opere poetiche possa spezzarsi e ricomporsi in modo sorprendente. Come Montale, da Satura (1971) in poi, arrivò a mettere in ombra per un decennio poeti di venti o...

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Poeti postmoderni anni Settanta

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 256

Che genere di testi erano quelli che nel 1975 furono antologizzati nel Pubblico della poesia? Di postmoderno e postmodernità, termini e concetti nati e usati soprattutto in area anglosassone, non si discuteva ancora. Ma quando più tardi le discussioni in proposito divennero poco meno...

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Nasce una poesia postmoderna

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 255

Dopo le esplosioni di novità culturali e politiche che si ebbero dopo la metà degli anni Cinquanta e fino a quel cosiddetto anno fatale che fu il 1968, fu come se all’improvviso si interrompesse quella paradossale "continuità rivoluzionaria” che aveva legato gli intellettuali illuministi a...

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L'epigonismo di Giovanni Raboni

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli

Da Una città n. 254

A un certo punto del Novecento, il Novecento letterario finisce. Da un lato comincia a finire perché chi scrive sente di essere entrato in una specie di aldilà storico (succede con Satura di Montale e con Trasumanar e organizzar di Pasolini). Dall’altro, in un poeta come Giovanni...

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Elsa Morante e la poesia

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 253

C’è un sonetto di Auden (The Novelist) nel quale la vocazione, il temperamento, il destino del poeta vengono nettamente distinti, anzi contrapposti, a quelli del narratore. Mentre il poeta, dice Auden, è "imprigionato nel suo talento come in un’uniforme, sa sorprenderci come un uragano e...

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Sperimentalismo e Neoavanguardia

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 252

Dopo l’ermetismo, poetica tipicamente novecentesca e modernistica nata dalla radice del simbolismo di secondo Ottocento, il 1945 impose in tutta Europa il dovere dell’impegno morale e politico anche in letteratura. Non si trattò comunque della nascita di una vera e propria ideologia letteraria...

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Due critici poeti: Sergio Solmi e Franco Fortini

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 250

Uno o due passi indietro, per non dimenticare la poesia di due critici come Sergio Solmi (1899-1982) e Franco Fortini (1917-1994), critici poeti o poeti critici: la loro presenza e importanza nella cultura letteraria della prima e della seconda metà del Novecento è fuori discussione. Ma appare...

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Amelia Rosselli

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 249

Per introdurre alla presenza o meglio all’irruzione di Amelia Rosselli nella poesia italiana della seconda metà del Novecento, forse il modo migliore, o almeno il più efficace e immediato, è partire dai suoi testi. Ricordo che quando a vent’anni, nel 1963, lessi per la prima volta le sue poesie...

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Giovanni GIudici (2)

Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 248

È probabile che Giudici abbia cominciato presto a sentirsi troppo convenzionalmente imprigionato nella categoria di poeta realistico, autobiografico e piccoloborghese. I primi sintomi di questo disagio compaiono già con il suo secondo libro degli anni Sessanta, Autobiologia (1969). Fin dal titolo...

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Giovanni Giudici

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 247

Giovanni Giudici, ovvero "la vita in versi”, come dice il titolo del suo primo libro importante. Giudici, ovvero l’uomo medio entra in poesia. Fra Zanzotto e Pasolini, suoi coetanei, che praticano l’oltranza lirica o morale, con Giudici il linguaggio poetico scende nella normalità quotidiana...

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Andrea Zanzotto (2)

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 246

Con Italo Calvino, suo coetaneo, Zanzotto è stato per più di vent’anni lo scrittore di maggior successo della sua generazione, il più accettato e studiato nelle università, il meno discusso. Una tale situazione favorevole ne ha promosso presto la consacrazione, mentre d’altra parte ha...

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Andrea Zanzotto (1)

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 245

Con il suo esordio nel 1951 come brillantissimo e inatteso epigono del modernismo lirico fra ermetico (Ungaretti) e surrealista (Eluard), non senza venature di petrarchismo campestre, arcadico, virgiliano, o di verticali sublimità vocative echeggianti Hoelderlin, sembrò che Andrea Zanzotto fosse...

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Pier Paolo Pasolini (2)

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 244

Tra fine anni Cinquanta e primi anni Sessanta, fra poemetti civili (Le ceneri di Gramsci), narrativa sottoproletaria (Ragazzi di vita, Una vita violenta), attività critica (Passione e ideologia) e cinema (Accattone, Mamma Roma, Il Vangelo secondo Matteo), Pasolini ha già raggiunto i...

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Pier Paolo Pasolini

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 243

La poesia di Pier Paolo Pasolini è stata un evento nella letteratura italiana del Novecento. Evento decisivo e ingombrante. Decisivo perché segna consapevolmente e con eccezionale energia una svolta "antinovecentista”, che con un termine entrato in uso più tardi...

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Sandro Penna

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 242

Nessuno o quasi ha detto "no” a Sandro Penna, nessuno ha obiettato alla sua poesia e alla sua idea di poesia, nessuno ha trovato o voluto cercare in lui limiti e difetti, carenze o imperfezioni, monotonia tematica o insufficienze formali. Sembra proprio che Penna abbia avuto la rara capacità...

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Attilio Bertolucci

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 241

Per parlare di Attilio Bertolucci comincerò da alcune date. Un poeta come lui non si spiega senza parlare dei sui tempi: e il senso del tempo che ha Bertolucci, o meglio che lo governa e lo domina, prevede, esige anzitutto la lentezza, le lunghe pause, l’odio del calendario e dell’orologio...

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Vittorio Sereni 2

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 240

Pur avendo scritto poco (forse anche per questo), Vittorio Sereni è stato un autore centrale e un punto di riferimento nella poesia italiana dopo Ungaretti e Montale. Certo, questo si spiega anche con il suo ruolo di direttore letterario alla Mondadori dalla fine degli anni Cinquanta in poi...

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Mario Luzi

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 239

Una delle caratteristiche più interessanti per il lettore di Mario Luzi, anzi il pathos morale e letterario che rende la sua storia di poeta così carica di tensione dinamica, è il superamento del suo ermetismo giovanile, la sua ricerca di un’autoanalisi esistenziale più...

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Vittorio Sereni

di letteratura e altro
Novecento poetico italiano di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 238

Vittorio Sereni (1913-1983) nasce poeta ermetico o non ermetico? La questione resta in bilico, irrisolta, come irrisolta e in bilico è la situazione da cui nasce tutta la sua poesia. Si è molte volte ripetuto che il titolo del primo libro di Sereni, Frontiera (1941), individua...

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Novecento poetico italiano/17

di letteratura e altro
Fuori dall'ermetismo - di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 237

Stile e idea proverbiali della poesia italiana nella prima metà del Novecento (più precisamente fra la Prima e la Seconda guerra mondiale) e scorciatoia nell’interpretazione della modernità, l’Ermetismo ha avuto il torto di mettere in ombra piuttosto a lungo modi diversi di fare poesia. Finché...

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Novecento poetico italiano/16

di letteratura e altro
Sedicesima puntata della storia della poesia italiana di Alfonso Berardinelli: l'ermetismo
Da Una città n. 236

Ermetismo: ovvero audacia metaforica di uno stile che sconfina nell’oscurità e poesia come essenza della vita. Con queste due formule generali può essere riassunta la novità, la svolta poetica degli anni Trenta e dei primi anni Quaranta. È con la Resistenza e con la fine della guerra che la...

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Novecento poetico italiano/15

di letteratura e altro
La poesia di Montale. Terza parte, di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 235

La centralità di Montale nel Novecento poetico italiano è ormai indiscutibile da almeno mezzo secolo. Già con la pubblicazione della Bufera, suo terzo libro uscito in due edizioni, nel 1956 (Neri Pozza) e nel 1957 (Mondadori), Montale era diventato un classico intorno al quale cominciava a cresce...

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Novecento poetico italiano/14

di letteratura e altro
La poesia di Montale, seconda puntata
Da Una città n. 234

Le poesie memorabili, antologizzabili e antologizzate che si leggono negli Ossi di seppia di Montale sono effettivamente molte. Dopo "Meriggiare pallido e assorto” e "Spesso il male di vivere” (commentate nella puntata precedente) vengono "Esterina”, "Non chiederci la parola”, "Portami il...

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Novecento poetico italiano/13

di letteratura e altro
La poesia di Eugenio Montale. Di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 233

A Novecento concluso e considerando l’enormità quantitativa della letteratura critica che lo riguarda, Eugenio Montale, nato nel 1896, di otto anni più giovane di Ungaretti, è senza dubbio il poeta centrale, il più studiato, il più letto, il più autorevole e indiscutibile poeta italiano del...

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Novecento poetico italiano/12

di letteratura e altro
Terza puntata sulla poesia di Saba. Di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 232

Per capire quale sia stato il rapporto di libera estraneità che Saba ha avuto con l’ossessione modernistica del Novecento, è sufficiente ricordare una delle sue Scorciatoie più fulminanti: "Il Novecento pare abbia avuto un solo desiderio: arrivare prima possibile al Duemila”. Non conosco una...

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Novecento poetico italiano/11

di letteratura e altro
La poesia di Saba - seconda parte
Da Una città n. 231

In quanto diarista, narratore e osservatore, Saba spesso ritrae e si autoritrae. Uno dei suoi più celebri ritratti è quello molto precoce dedicato a sua moglie. Un ritratto divertito, entusiasta, scandaloso, nel quale la sua Lina viene descritta con sei similitudini ampiamente sviluppate e...

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Novecento poetico italiano/10

di letteratura e altro
La poesia di Saba. Di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 230

Fino a questo momento mi è stato possibile parlare dei poeti nati negli anni ottanta dell’Ottocento, i poeti che rivoluzionano il linguaggio della poesia italiana nel primo ventennio del nuovo secolo, senza dire niente di Umberto Saba. Come è stato possibile? Bisogna dirlo: se si esclude Gozzano...

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Novecento poetico italiano/9

di letteratura e altro
Da Rébora a Cardarelli, di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 229

Dall’espressionismo convulso di Clemente Rèbora al classicismo contemplativo di Vincenzo Cardarelli. Un tempo storico lacerato da conflitti drammatici, nel primo caso. Un bisogno di distanza dalla storia e dai suoi eventi, nel secondo caso. Rèbora oscilla, non riconciliato, fra istanze opposte...

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Novecento poetico italiano/8

di letteratura e altro
L’estetica crociana, la critica di Michelstaedter. Di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 228

Non c’è poesia, non c’è epoca della sua storia, che non produca o suggerisca un’idea di poesia. È avvenuto anche all’inizio del Novecento. Il secolo si apre filosoficamente, nel 1902, con l’Estetica di Benedetto Croce,  che presto, benché con stima e rispetto, verrà considerato...

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Novecento poetico italiano/7

di letteratura e altro
La poesia di Camillo Sbarbaro
Da Una città n. 227

Nel repertorio delle varie solitudini poetiche di primo Novecento, quella di Camillo Sbarbaro segna un confine oltre il quale sembra impossibile andare. È certo vero che altre solitudini-limite, come quelle di Michelstaedter e di Campana, con i loro esiti biograficamente drammatici, suicidio e...

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Novecento poetico italiano/6

di letteratura e altro
Marinetti e Palazzeschi. Rubrica di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 226

Quando nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblicò a Parigi il primo manifesto del Futurismo, la generazione dei ventenni poeti italiani nati negli anni Ottanta aveva già cominciato a esordire. Aveva esordito Govoni nel 1903, Palazzeschi nel 1905, Corazzini nel 1904, Gozzano nel 1907, Saba nel...

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Novecento poetico italiano/5

di letteratura e altro
Su Govoni e Moretti. Di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 225

Rifiuto, estraneità, lutto, evasione: dall’inizio del Novecento alla Prima guerra mondiale, sembra che la cosiddetta "belle époque” tanto bella non sia stata per i poeti italiani. La stessa euforia del Futurismo, nel suo abbraccio alla modernità meccanica, ha qualcosa di isterico e di sinistro...

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Novecento poetico italiano/4

di letteratura e altro
Su Carlo Michelstaedter e Dino Campana, di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 224

Quando una tradizione letteraria e un sistema stilistico vanno in frantumi, si apre un vuoto che forse (ma niente è garantito) lascia spazio a nuovi linguaggi.  Questo significa che qualcosa è avvenuto prima e fuori della letteratura. Qualcosa di drammatico, traumatico e a volte liberatorio...

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Novecento poetico italiano/3

di letteratura e altro
La poesia di Gozzano
Da Una città n. 223

A questo punto e avendo passato già quindici anni nel Duemila, possiamo chiederci senza remore né pudori scolastici: è leggibile, in che misura è leggibile oggi la nostra poesia del Novecento? La domanda, il dubbio sembrano fatti apposta per parlare di Guido Gozzano. Non...

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Novecento poetico italiano/2

di letteratura e altro
Rubrica di poesia di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 222

Non solo per paradosso, si può dire che la poesia italiana del Novecento ha inizio nell’Ottocento. Con i poeti nati tra il 1880 e il 1890, da Gozzano e Saba a Campana, Palazzeschi e Ungaretti, risulta evidente che l’opposizione all’Ottocento convive con la continuità e la ripresa ironico...

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Novecento poetico italiano/1

di letteratura e altro
La poesia di Ungaretti. Di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 221

In queste pagine, ogni mese, cercherò di capire di che cosa storicamente si è trattato. Il Novecento sembra che si allontani da noi e dalle generazioni più giovani a una velocità crescente. Anche per me, che ho cominciato all’inizio degli anni Sessanta, tra fine liceo e università, a leggere...

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I QUADERNI PIACENTINI (II)

ricordarsi
Ai Quaderni Piacentini, che tanto influenzarono il dibattito politico-culturale a sinistra negli anni Sessanta e Settanta è stato dedicato un convegno a Piacenza. Intervento di Alfonso Berardinelli
Da Una città n. 119

"Ma si può sapere chi siete? - Noi siamo la donna delle pulizie" Alfonso Berardinelli è stato docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Venezia dal 1983 al 1995, ha svolto attività di critico militante su diverse riviste, a cominciare dai Quaderni Piacentini...

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interviste

E TU A COSA SERVI?

di letteratura e altro
La poesia resta il cuore della letteratura e del linguaggio umano, pur essendosi allontanata, nella lirica moderna, dalla lingua d’uso. L’idea diffusa che fare poesia non esiga una tecnica artigianale al pari di tutte le altre arti, ma semplicemente quella creatività propria di ognuno. La “creatività passiva” della lettura. Il ritorno, nella postmodernità, dell’autobiografia. Intervista a Alfonso Berardinelli.
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BASTA CON AMLETO

discussioni
L’ossessione rivoluzionaria di dominare la storia, il mito dello “sviluppo”, il fascino che il gigantismo industriale esercitava su Marx. Tolstoj e l’insofferenza di Andrej per “come ridevano” al circolo dei riformatori. L’aspetto controculturale del 68 ben presto soppiantato dalle vecchie idee dei piccoli Lenin. Riscoprire la politicità dei comportamenti quotidiani e della conversazione. Intervista a Alfonso Berardinelli.
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LA VARIETA’ DEL REALE

di letteratura e altro
L’inconsistenza di molta poesia odierna, complice l’esigua schiera di lettori. Il dogma della fuga dal significato. Il successo ipnotico dell’oscurità di Heidegger e la chiarezza incompresa della Weil. L’inattualità dello scrivere, punto di resistenza alle tecnologie comunicative. Le dieci poesie che valgono una vita e stanno in un’antologia. L’etichetta poetica, piccolo status symbol culturale. Intervista a Alfonso Berardinelli.
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COSE FATTE, SEMPLICEMENTE

cosa sta succedendo
Il bisogno di una cultura "dal basso" e di una militanza sociale che riparta dalle piccole cose, capace anche di uscire in strada, casomai solo per pulirla o per impedire la violenza razzista. I rischi di un linguaggio colorito, allarmistico. Intervista ad Alfonso Berardinelli.
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